 | egiptomaníacos2007 Historia del Egipto Faraónico |
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| Autor | Mensaje |
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Antonio_Crasto

Cantidad de envíos: 105 Edad: 67 Localisation: Cagliari Fecha de inscripción: 01/02/2011
 | Tema: Petrie museum of London Miér Feb 02, 2011 9:20 am | |
| Inserisco un post relativo al piccolo museo Petrie di Londra. E' decisamente bello e pieno di interessanti reperti.  |
|  | | Ramses User Maat Ra

Cantidad de envíos: 3870 Edad: 26 Localisation: Abydos Fecha de inscripción: 19/12/2007
 | Tema: Re: Petrie museum of London Miér Feb 02, 2011 10:40 am | |
| Buena maza, igualmente podría servir para picar piedra que para abrir cabezas  ... de todas formas lo segundo es broma, si bien sería muy pesado para ser transportado en campaña, su uso es la construcción. grazie per la foto! |
|  | | Antonio_Crasto

Cantidad de envíos: 105 Edad: 67 Localisation: Cagliari Fecha de inscripción: 01/02/2011
 | Tema: Re: Petrie museum of London Jue Feb 03, 2011 4:00 pm | |
| Una nuova foto Un vaso della cultura gerzeana, con le sue splendide grandi navi e enigmatiche rappresentazioni.  |
|  | | Semíramis

Cantidad de envíos: 23684 Localisation: KV 43 Fecha de inscripción: 10/06/2007
 | Tema: Re: Petrie museum of London Jue Feb 03, 2011 4:03 pm | |
| | Antonio_Crasto escribió: | Una nuova foto
Un vaso della cultura gerzeana, con le sue splendide grandi navi e enigmatiche rappresentazioni.

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Maravillosa imagen, Antonio Muchas gracias por compartirla! |
|  | | Antonio_Crasto

Cantidad de envíos: 105 Edad: 67 Localisation: Cagliari Fecha de inscripción: 01/02/2011
 | Tema: Re: Petrie museum of London Jue Feb 03, 2011 4:24 pm | |
| I vasi della cultura gerzeana sono stati trovati principalmente nelle tombe dell'ultimo periodo di Naqada.
Sono particolari per il materiale, il colore e le rappresentazioni.
Non sono fatti con la terra nera ricca di limo del Nilo, ma risultano color camoscio. La principale rappresentazione è costituita dalle grandi navi, con cabine centrali e una insegna sulla prua.
Stranamente il tipo di vaso richiama i vasi di alcune regioni della penisola indiana e alla stessa regione geografica sembrano rimandare gli animali con corna a spirale.
In considerazione che la popolazione della cultura di El Gerzah risulta essere brachicefala, quindi non originaria dell'Egitto e in generale dell'Africa, si può ipotizzare che la popolazione di El Gerzah fosse originaria dell'Asia sud orientale e che abbia portato con se il tipo di vaso, le rappresentazioni di grandi navi (popolo marinaro) e forse alcuni aspetti della loro religione.
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|  | | Akenaton

Cantidad de envíos: 965 Fecha de inscripción: 02/12/2010
 | Tema: Re: Petrie museum of London Vie Feb 04, 2011 10:16 pm | |
| Tiene sentido que puedan proceder de la parte sud oriental Asia por el dibujo de los barcos. |
|  | | SHADY

Cantidad de envíos: 4344 Localisation: Montevideo Fecha de inscripción: 15/05/2010
 | Tema: Re: Petrie museum of London Sáb Feb 05, 2011 12:11 am | |
| Bueno, si, tendría mucho sentido si no fuera porque el proceso de expasión comercial de las culturas del Valle del Indo comienza por lo menos 800 años después de la fecha de confección de esta vasijas egipcias. Las culturas avanzadas más antiguas de la India, no van más atrás del año 2800 a. C.
Las primeras representaciones rupestres de barcos aparecen en Egipto (yacimiento de el-Hosh), preceden en varios siglos a sus equivalentes mesopotámicas, incluso la primera representación de una vela la encontramos también en Egipto.-
La población egipcia se formó con aporte africanos (nilótico-sahariano), asiático (fundamentalmente de Palestina, a través del Delta) y mediterráneo.-
Durante el período Guerzeense o Naqada II (3600-3300 a.C.) hubo un intenso intercambio cultural y artístico entre Mesopotamia y Egipto, que funcionó en los dos sentidos, pero no tenemos indicios de que anteriormente al año 2600 se hubiera iniciado en el Valle del Indo el proceso de expansión comercial que los llevó a vincularse con las culturas del Cercano Oriente.-
Es más, las representaciones de barcos en las antiguas culturas de la India, son bien escasas.-
En realidad, la idea de que la cultura egipcia vino desde afuera, fué una idea que propusieron los primeros egiptólogos, dado que por ciertos prejucios racistas imperantes en la época, no podían aceptar que la avanzada civilización egipcia fuese un producto autóctono, creían que el continente africano no podía dar origen a una civilización tan avanzada. Hoy día, aunque la teoría de la "raza dinástica" todavía cuenta con defensores, la mayoría de los egiptólogos buscan las raíces del antiguo Egipto dentro del mismo Valle del Nilo.-
Las representaciones de barcos en una tierra que hoy día es un desierto, siempre ha dado lugar a este tipo de debate. Los estudios demuestran, que en los siglos anteriores a la época faraónica la mayoría de los primeros egipcios fueron nómadas y tan familiarizados con el Nilo (que por esa época era un río muchísimo más caudaloso), como con los lugares de pastoreo que se extendían bastante más lejos.-
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|  | | Antonio_Crasto

Cantidad de envíos: 105 Edad: 67 Localisation: Cagliari Fecha de inscripción: 01/02/2011
 | Tema: Re: Petrie museum of London Sáb Feb 05, 2011 7:04 am | |
| Conosco bene la problematica dei petroglifi degli wadi orientali dell’Alto Egitto. La rappresentazione di grandi navi e quella di animali della savana ci rimanda a un periodo della storia egizia in cui il clima fu profondamente diverso. Da quando Weigall si inoltrò per primo negli wadi del deserto orientale, scoprendo i meravigliosi petroglifi, le scoperte si sono susseguite grazie a Winkler e altri. Le scoperte hanno suggerito due linee di pensiero completamente differenti sull’origine del popolo che realizzò i petroglifi:: - era originario dell’Egitto e si recava negli wadi orientali durante i mesi di inondazione del Nilo; - proveniva dall’Asia ed era arrivato alla Valle del Nilo attraversando gli wadi orientali. In mancanza di dati certi, ci fu un tentativo di risolvere la problematica ipotizzando che si trattasse di un ramo della migrazione ariana. Una volta caduta l’ideologia nazista e l’ipotesi della superiorità della razza ariana, si ritornò al punto di partenza. Alcuni studiosi, quale Rohl propendono oggi per un’ipotesi mediorientale mentre altri, quale Wilkinson, tentano di dimostrare che i disegni realizzati possono aver affinità con una certa tradizione africana. Io ho esposto la problematica nel primo capitolo del mio libro. Ritengo che le conoscenze scientifiche del Paleolitico Superiore, Mesolitico e Neolitico siano ancoro troppo scarse per poter inquadrare bene le origini dei vari popoli e in particolare quella degli egizi. Alcuni indizi mi hanno portato a ipotizzare che durante il Paleolitico Superiore siano arrivate in Egitto due migrazioni abbastanza evolute, una mediterranea e l’altra asiatica. Queste avrebbero avuto contatti con le popolazioni autoctone del Basso e Alto Egitto e in qualche maniera avrebbero costituito una prima fase della civiltà egizia. Gli sconvolgimenti del 6° secolo a.C., associati alla probabile catastrofe / Diluvio Universale del 5500 a.C. portarono a sconvolgimenti climatici e all’allagamento quasi completo dell’Egitto, sia per inondazione marina sia per il continuo straripamento del Nilo. Durante questa fase di vera emergenza i superstiti della catastrofe trovarono rifugio negli wadi orientali e in alcune oasi occidentali. Durante questa permanenza le popolazioni realizzarono i loro petroglifi, che rappresentavano il mondo animale e religioso del popolo egizio, ma anche le sacre barche con le quali i loro antenati erano arrivati in Egitto. Questa spiegazione fa dunque risalire l’arrivo delle popolazioni non autoctone al Paleolitico Superiore, ma ovviamente non spiega perché le rappresentazioni delle barche sui vasi sia iniziata nel tardo predinastico in coincidenza con la presenza in Egitto del popolo di El Gerzah. Potrebbe trattarsi di un caso. Il popolo di El Gerzah potrebbe aver ricordato le tradizioni degli antenati e, una volta penetrato culturalmente in tutto l’Egitto, potrebbe aver deciso di rappresentare le scene sacre degli antenati sui loro magnifici vasi color camoscio.  |
|  | | Ramses User Maat Ra

Cantidad de envíos: 3870 Edad: 26 Localisation: Abydos Fecha de inscripción: 19/12/2007
 | Tema: Re: Petrie museum of London Sáb Feb 05, 2011 9:28 am | |
| Buona esposizione Antonio, molto interessante l'immagine di petroglifi  Essi richiamano l'attenzione due aspetti di questi petroglifi, in primo luogo la sua scarsita e in secondo luogo, la lontananza del petroglifi con qualsiasi via navigabile... e molto chiaro che il clima era molto diverso... quindi, a che eta approssimativa hanno questo tipo di petroglifi? |
|  | | Antonio_Crasto

Cantidad de envíos: 105 Edad: 67 Localisation: Cagliari Fecha de inscripción: 01/02/2011
 | Tema: Re: Petrie museum of London Sáb Feb 05, 2011 2:35 pm | |
| In merito ai petroglifi consiglio la lettura del libro di Toby Wilkinson "Genesis of the Pharaohs", che dovrebbe essere stato tradotto in Spagnolo. L'autore, pur riconoscendo che non è stato finora possibile datare le centinaia di petroglifi con metodo scientifico, ritiene che essi possano essere del periodo predinastico e realizzati durante le transumanze annuali legate all'inondazione della Valle del Nilo. Io ritengo che siano più antichi e realizzati dopo il "Diluvio Universale" del 5500 a.C., quando la Valle era inabitabile per il continuo straripamento del Nilo. In una situazione di grave calamità le popolazioni avrebbero esaltato il loro spirito religioso e glorificato gli antenati navigatori che vari millenni prima aveva raggiunto l'Egitto.
Tra le tante particolarità delle grandi navi si possono rimarcare:
- le insegne a prua, che avrebbero dato poi origine alle varie insegni dei nomi; - le cabine centrali e le persone a braccia alzate, come se le navi fossero delle navi funerarie o cumunque navi associate a personaggi divinizzati.
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|  | | SHADY

Cantidad de envíos: 4344 Localisation: Montevideo Fecha de inscripción: 15/05/2010
 | Tema: Re: Petrie museum of London Sáb Feb 05, 2011 7:43 pm | |
| Gracias por los aportes y por las imágenes!
Entiendo que es una teoría y como tal se apoya en sus bases.-
La iconografía de estas barcas todavía está en fase de estudio. Los datos que aporta la arqueología son que el remo y la vela aparecen antes en Egipto que en Mesopotamia y son dos implementos necesarios para la navegación marina, por lo tanto no entiendo como estos navegantes asiáticos podrían haber llegado al Africa a través del mar.
Si estoy de acuerdo que estas representaciones probablemente incorporen elementos iconográficos mesopotámicos, como un fenómeno de intercambio cultural.-
No sabemos exactamente si el tamaño de las barcas responden a una necesidad práctica. Es probable, que en realidad el tamaño responda a una manera de exhaltar el poder de algunos personajes o grupos, como se ve reflejado posteriormente en las representaciones artísticas del período faraónico.-
Un pequeñísimo gran detalle que también merece ser tenido en cuenta, la representación de animales con una pata alzada o adelantada, es más propio del arte nubio que de Mesopotamia. Egipto no solamente intercambió información con las culturas asiáticas, sino que el Alto Egipto tuvo mucho contacto con las culturas del sur.-
Otro detalle, no tenemos indicios de que el "diluvio universal" (fuere lo que fuere), haya afectado particularmente el Valle del Nilo. Este Valle siempre estuvo habitado. Lo que si sabemos es que el Nilo era un río mucho más caudaloso y menos manejable que en el período faraónico. Las crecidas eran menos predecibles y contó con algún episodio de sequía. Tampoco que los asentamientos de poblaciones asiáticas en el delta se hayan producido a raíz del diluvio (que el tema del diluvio yo lo situaría mejor a fines de la última glaciación), sino que más bien fué por razones comerciales. Si estos asiáticos venían escapando del diluvio, no se entiende porqué los egipcios tenían también sus asentamientos en palestina.-
Me gusta el tema!
Última edición por SHADY el Dom Feb 06, 2011 12:43 am, editado 1 vez |
|  | | oval
Cantidad de envíos: 918 Fecha de inscripción: 16/03/2010
 | Tema: Re: Petrie museum of London Sáb Feb 05, 2011 8:31 pm | |
| Con referencia a las representaciones de animales , llama la atención el barco en el que sólo se observa la silueta de animales y, especialmente, la similitud del can con anubis. Otra vasija del periodo Nagada II, con figuras antropomorfas y zoomorfas y presencia de barcos, ubicada en el Museo de El Cairo .  Tema muy intereante Por cierto, aprovecho la ocasión para darte la bienvenida Antonio_Crasto !! |
|  | | SHADY

Cantidad de envíos: 4344 Localisation: Montevideo Fecha de inscripción: 15/05/2010
 | Tema: Re: Petrie museum of London Dom Feb 06, 2011 12:17 am | |
| Con respecto a la pregunta que se hacía Antonio sobre las vasijas de Naqada II confeccionadas con arcilla no proveniente del limo del Nilo, transcribo textual la explicación del arqueólogo Stephan Seidlmayer:
No obstante, la innovación más importante del período Guerzeense, será la introducción de productos cerámicos elaborados con arcilla de otro origen geológico, predominantemente alojadas entre los estratos calcáreos de las colinas que bordean el Valle del Nilo y para los cuales se ha acuñado el término "cerámica de marga". Este material requiere unos recursos técnicos másdepurados y permite elaborar cerámica de alta calidad, dura y compacta, como la usada para almacenar a largo plazo liquidos, productos lácteos, miel y similares, y conservarlas en condiciones inmejorables. Con la cerámica de marga, se elaboró entonces un nuevo tipo de vasijas decoradas que desplazó a las pintadas de blanco características del período Naqada I. Se trata, en su mayor parte, de vasijas pequeñas o medianas, de forma ovoidal o esférica y de gran diámetro, provistas frecuentemente de asas perforadas. La decoración pintada en color rojo oscuro o marrón con pincel, sobre fondo de color crema, se limita en parte a figuras geométricas, puntos o motivos espirales. Aquí se hace visible el juego de colores, al igual que las formas, se inspiran en recipientes de piedra y tratan de imitarlos. Otras vasijas presentan, por el contrario, decoración figurativa: su repertorio de motivos, en si, muy limitado, se usa en frisos que bordean el cuerpo de los recipientes. Cadenas de colinas estilizadas a modo de triángulos y franjas de líneas en zig-zag, que simbolizan el agua, representan el entorno del paisaje del Nilo. A ello hay que sumar las figuras de animales, aves similares a los flamencos y gacelas, así como representaciones de plantas. Sin embargo, el papel predominante corresponde a las figuras de barcos grandes, con formas de media luna, cabinas hechas con esteras y gran número de remos.
En este tipo de vasija del período Naqada II, Seidlmayer (y también otros expertos en período predinástico), solamente concede a esta cerámica fina, una influencia de origen foráneo, dice:
El otro tipo importante entre las vasijas de la familia de cerámica de marga, son las que tienen forma de tonel y hombros altos, inicialmente en parte muy abombadas, con fondo plano y rebordes ondulados a modo de asas, denominadas "vasijas de asas onduladas". Son una reproducción inmediata de modelos palestinos que se han documentado como piezas de importación.-
O sea, estas vasijas son confeccionadas en Egipto, con arcilla egipcia, y reproducen en su mayoría motivos autóctonos.- |
|  | | Antonio_Crasto

Cantidad de envíos: 105 Edad: 67 Localisation: Cagliari Fecha de inscripción: 01/02/2011
 | Tema: Re: Petrie museum of London Dom Feb 06, 2011 7:57 am | |
| Io ritengo che la storia delle civiltà del Paleolitico Superiore, Mesolitico e Neolitico debba essere riscritta. Con tutto il rispetto per tutti gli studiosi delle varie discipline, stanno emergendo prove importanti di civiltà evolute molto antiche. Un elemento importante nasce poi dallo studio del sollevamento dei mari negli ultimi 15000 anni. Non si può parlare più di un graduale scioglimento dei ghiacci e un lento innalzamento dei mari di circa 150 metri. Sembra in realtà che i geologi habbiano individuato 3/4 fase di sciglimento catstrofico dei ghiacci e conseguente rapido sollevamento dei mari. Questi eventi catastrofici sarebbero stati associati ad altri fenomeni naturali, quale tsnunami, terremoti ed eruzioni vulcaniche, così da definirli impropriamente "diluvi". La scienza data dunque questi 3/4 "diluvi" intorno al 12000, 9500 e 6000-5500 a.C. Il sollevamento dei mari a seguito dei "diluvi" fu tale da distruggere tutti gli insediamenti lungo le coste per cui possiamo ritenere che dopo ogni catastrofe il cammino della civiltà dovette ripartire da zero o, come disse un nostro famoso attore, da tre. Il sollevamento del 6° millennio a.C. sembra essersi realizzato in due fasi ben distinte intervallate da circa 500 anni. Alla fine dell'ultimo "diluvio" del 5500 a.C. il livello medio dei mari superò di una decina di metri quello attuale, ma sembra accertato che in aree circoscritte (Golfo Persico e Mediterraneo orientale il sollevamento dei mari possa aver raggiunto temporaneamente livelli molto più elevati. La spinta del mare e la pressione delle onde dei vari tsunami provocarono tra l'altro: - la rottura della diga naturale del Bosforo e l'inondazione marina del lago alla foce del Danubio (oggi Mar Nero); - l'allagamento completo del Delta del Nilo. Il temporaneo cambiamento climatico e l'innalzamento della pendenza del Nilo dovette comportare un continuo straripamento del grande fiume e il quasi completo allagamento della Valle.
In Egitto la prova di quasto allagamento si ha nelle differenti aree abitative del Fayum. Le genti che vivevano sulla costa del grande lago egiziano (Fayum B) dovettero spostare i loro accampamenti in aree più elevate (Fayum A).
La catastrofe del 5500 a.C. dovette colpire molte popolazioni ormai abbastanza evolute (città sotto il Mar Nero, sotto il Golfo Persico, nelle acque dell'India, ecc.) per cui è giustificata la creazione di molti miti riportati dalle varie civiltà (Sumeri, India, Ebrei, popoli delle Americhe, ecc.).
In Egitto sembra che non sia stato scritto niente, ma ritengo non sia così. Gli Egizi scrivevano per gente colta e in modo esoterico. Ritengo che il mito del Diluvio possa leggersi nella storia di Atum e dll'isola primordiale ma sopratutto nel mito di Osiride. Ma questa è un'altra storia, storia che merita l'apertura di una discussione apposita.
Il vaso presentato da oval è stato da me presentato nel mio libro, in quanto fra tutti i vasi gerzeani è quello a mio parere più interessante e misterioso. La sequenza di alte montagne e le NNNNN che partono da esse potrebbero rappresentare dei vulcani e le loro eruzioni. Ritengo possibile che le popolazioni che hanno realizzato questi vasi avessero il ricordo di una madrepatria, forse distrutta da uno dei "diluvi" e dalle eruzioni vulcaniche dei tanti vulcani. La sequenza di linee ondulate sembra poi delimitare varie regioni, come se si sia voluto dire che questa madrepatria era composta da varie isole di un vasto arcipelago. E' evidente che sto parlando di ipotesi basate su piccoli indizi, ma vista la scarsa conoscenza del lungo periodo anche questi indizi possono alla fine formare delle prove.
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|  | | SHADY

Cantidad de envíos: 4344 Localisation: Montevideo Fecha de inscripción: 15/05/2010
 | Tema: Re: Petrie museum of London Dom Feb 06, 2011 5:34 pm | |
| Hola Antonio! La verdad es uno de mis tópicos preferidos. Y se aprende mucho en el intercambio de opiniones.-
Cuando me dices que la historia debe ser escrita nuevamente, yo te digo que las cosas que voy exponiendo es lo más nuevo que hay acerca de los origenes de los egipcios. Todas las pruebas modernas, a medida que avanzamos en exploración arqueológica nos lleva a la conclusión de que la civilización egipcia fué un fenómeno autóctono con algunos intercambios culturales foráneos, pero que se adaptaron rápidamente al entorno egipcio.-
Estamos de acuerdo que alrededor de las fechas que mencionas hubo cambio climáticos y geológicos muy importantes que provocaron desplazamientos de población y no descartaría la posibilidad de que algunos elementos mediterráneos se asentaran en el norte de Africa. Pero el efecto que produjo en Africa fué la desertización creciente del Sahara, que empujó sus poblaciones hacia el Valle del Nilo a partir del año 6000 a.C., más o menos en la misma época que se formaron las primeras comunidades pastoriles, con algún breve período de humedad hacia el año 5000.-
Mesopotamia también experimentó una fuerte sequía alrededor del año 3500, lo que probablemente sea una de las causas que determinó desplazamientos hacia la zona del Delta.-
Pero me parece que de ahí, a la teoría de que la civilización egipcia es producto de incursiones extranjeras venidas de Asia, hay un abismo, porque no son los datos que aporta la arqueología.-
Última edición por SHADY el Dom Feb 06, 2011 7:25 pm, editado 1 vez |
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